Piazza dei Tre martiri è l’antico foro romano della città. Dalla fondazione di Ariminum, nel 268 a.C, la piazza ha sempre svolto il ruolo di centro politico e commerciale di Rimini. La statua di Giulio Cesare ci ricorda che un tempo questo spazio era dedicato a lui. Un cippo messo nel 1.500 ricorda che proprio qui l’imperatore avrebbe rivolto un discorso alle sue legioni dopo il passaggio del Rubicone e aver pronunciato il famoso “il dado è tratto“.Oggi la piazza è dedicata ai tre giovani partigiani (Mario Capelli, Luigi Nicolò e Adelio Pagliarani) impiccati dai nazisti il 16 agosto 1944. Il luogo dell’impiccagione è ricordato da una lastra di marmo obliqua sulla piazza e si trova a pochi metri dal Tempietto dedicato a Sant’Antonio da Padova. Il monumento più fotografato della piazza è la Torre dell’Orologio costruita nel 1547 con un quadrante con calendario, movimenti zodiacali e fasi lunari. Piazza Tre Martiri è, insieme a Piazza Cavour, il centro della vita cittadina di Rimini e punto di passaggio obbligato di ogni visita in città. Dalla piazza si intravede l’Arco di Augusto, il più antico conservato nell’Italia settentrionale. Costruito nel 27 a.C come porta monumentale, da qui entrava in città che arrivava dalla Flaminia. Sul tetto doveva essere posta una statua dell’imperatore a cavallo o su di una quadriga. Da notare i tondi con Giove ed Apollo rivolti verso Roma e, dall’altro lato, Nettuno e la dea Roma. Una curiosità: l’arco era talmente ampio da non permettere di inserirci delle porte. Questa grandezza voleva simboleggiare che con Augusto Rimini non aveva nulla da temere.