A pochi chilometri da Foligno, immersa nella natura, si trova l’abbazia di Sassovivo. imponente alla vista, arroccata alle pendici del Monte Aguzzo, la sua mole di pietre calcaree si staglia sul cupo bosco di lecci che ricopre le pendici dei monti circostanti. È una delle più antiche testimonianze della presenza benedettina nella Valle Spoletina. Il complesso abbaziale è racchiuso in una cinta muraria e si sviluppa intorno a due cortili (chiostri) determinati dalle costruzioni che nel tempo sono state realizzate. Il primo dei chiostri è situato a monte ed è delimitato dalla chiesa, da due dormitori e dall'edificio che ospita la cucina; l'altro è collocato a valle, a forma di rettangolo allungato, circoscritto dalla residenza dell'abate ed dai locali detti dell'Infermeria. Il chiostro a monte è rarissimo esempio di architettura e scultura romanica (1229). A pianta rettangolare, è costituito da un cortile circondato da un delicatissimo portico composto da 128 colonnine binate, lisce o spiraliformi, con capitelli a giglio, sorreggenti 58 archi a tutto sesto che poggiano su un muretto. Al di sopra degli archi vi è una bella trabeazione classica con marmi colorati e due cornici in mosaico. Le singole parti delle arcate vennero eseguite a Roma nel laboratorio dei Vassalletto, marmorari romani, e successivamente trasportati e montati in loco, mentre le cornici in mosaico furono realizzate sul posto da Nicola Vassalletto. La cisterna in mezzo al chiostro è del 1340, rimaneggiata nel 1623. Per osservare in tutta la loro bellezza i prospetti del convento bisogna andare nel cortile, da cui si può raggiungere la loggia del 1442 e la cripta dell'XI secolo, primo nucleo di Sassovivo. Da qui alcuni sentieri si inoltrano nella lecceta secolare che si stende ai piedi del complesso.Sulle pareti del chiostro vi sono tracce di intonaco dipinto che fanno presupporre lo sviluppo di una decorazione su tutta la superficie delle stesse. In particolare nel braccio nord è possibile ammirare una lunetta affrescata raffigurante l'immagine della Vergine in trono col bambino in braccio (1280). Dal chiostro si può accedere al Monastero ed al grande refettorio con la parete di fondo decorata con un affresco datato 1595, rappresentante l'Ultima Cena; ulteriori frammenti di affreschi monocromi del primo ‘400, si possono apprezzare sulle pareti della Loggia del Paradiso, un ambiente di passaggio tra l'esterno e l'interno del complesso monastico. La prima struttura dell'abbazia venne realizzata nel 1082 ad opera dell'eremita Mainardo, partendo da un edificio situato all'interno di un recinto fortificato incompleto. L'eremita lo portò a termine dandogli forma pressoché quadrata, realizzò la chiesa e dispose la cucina con il refettorio nell'edificio originario.