L'odore di legno intagliato e quello pungente del cognac armeno si mescolano nell'aria del sabato mattina quando le prime bancarelle del Vernissage Market prendono vita nel centro di Yerevan. Il mercato si estende lungo un'area pedonale vicino a Piazza della Repubblica, e ogni fine settimana trasforma questo angolo della capitale armena in un labirinto colorato di tappeti, oggetti d'antiquariato, sculture in pietra vulcanica e bottiglie di brandy artigianale. Non è un mercato per turisti frettolosi: è un posto dove i venditori conoscono il nome dei propri clienti abituali e dove ogni oggetto ha una storia da raccontare.
Il Vernissage — il nome richiama il vernissage artistico, l'inaugurazione di una mostra — è attivo come mercato all'aperto dal periodo post-sovietico, quando gli artigiani armeni iniziarono a riunirsi qui per vendere le proprie opere dopo il crollo dell'URSS nei primi anni Novanta. Da allora è diventato un appuntamento fisso per gli abitanti di Yerevan, non solo un'attrazione per i visitatori stranieri. Questo lo rende diverso da molti mercati turistici: la clientela locale è reale, i prezzi sono negoziabili e l'atmosfera è autentica.
Cosa si trova tra le bancarelle
I tappeti armeni sono probabilmente la categoria di prodotti più impressionante. Appesi verticalmente o distesi sul selciato, mostrano motivi geometrici tradizionali in rosso porpora, blu cobalto e avorio. Alcuni venditori espongono pezzi che hanno chiaramente decenni di vita, con l'usura che racconta anni di utilizzo domestico. Accanto ai tappeti, le sculture in tufo rosa — la pietra vulcanica tipica dell'Armenia, usata anche nella costruzione di molti edifici storici di Yerevan — rappresentano croci khachkar, figure umane stilizzate e paesaggi montani.
Le bancarelle dedicate agli oggetti sovietici meritano una sosta particolare: medaglie militari, orologi da taschino con il simbolo della falce e martello, macchine fotografiche Zenit, manifesti propagandistici piegati con cura. Sono oggetti che in Armenia non vengono venduti con nostalgia ideologica, ma con il pragmatismo di chi sa che un collezionista europeo o americano potrebbe trovarli interessanti. Il cognac armeno — tecnicamente chiamato brandy secondo le normative europee, ma noto in tutto il mondo come cognac — compare in bottiglie artigianali e confezioni regalo che i produttori locali portano direttamente al mercato.
I colori e i suoni del sabato mattina
Arrivare al Vernissage nelle prime ore del mattino significa assistere all'allestimento: i venditori dispiegano i tappeti con movimenti precisi, sistemano le statuette su teli di velluto scuro, aprono le custodie degli strumenti musicali tradizionali come il duduk, il flauto a doppia ancia in legno di albicocco che è uno dei simboli musicali dell'Armenia. Qualcuno suona, e il suono basso e malinconico del duduk si diffonde tra le bancarelle come una colonna sonora naturale.
I colori dominanti sono quelli dei tessuti: il rosso profondo dei kilim, il verde smeraldo dei ricami, il beige caldo dei pizzi fatti a mano. In contrasto, il grigio chiaro del tufo delle sculture e il nero lucido delle ceramiche smaltate. Verso mezzogiorno il mercato si riempie e i suoni cambiano: voci che contrattano in armeno, russo e inglese, il tintinnio delle monete, il rumore delle bancarelle metalliche che oscillano nella brezza.
Le persone che danno vita al mercato
Molti dei venditori sono artigiani che producono personalmente ciò che espongono. Una donna anziana con le mani segnate dal lavoro può passare ore a ricamare mentre aspetta i clienti; un uomo sulla sessantina spiega in russo — lingua comune tra molti armeni e visitatori dell'ex spazio sovietico — la tecnica di intaglio che ha imparato da suo padre. Queste conversazioni sono parte integrante dell'esperienza del Vernissage, e non richiedono necessariamente di comprare qualcosa.
Ci sono anche rivenditori che acquistano oggetti nelle province e li portano in città, creando una circolazione di materiali che altrimenti rimarrebbero nascosti nelle case di campagna. È così che al Vernissage si trovano a volte pezzi inaspettati: una vecchia macchina da cucire Singer, icone religiose armene su legno scurito, monete ottomane.
Consigli pratici per la visita
Il Vernissage è aperto il sabato e la domenica, generalmente dalle prime ore del mattino fino al tardo pomeriggio. Il sabato è solitamente più ricco di bancarelle e di merce. Arrivare prima delle dieci di mattina permette di trovare le migliori selezioni prima che i pezzi più interessanti vengano acquistati. Il mercato è raggiungibile a piedi dal centro di Yerevan, vicino alla stazione della metropolitana Hanrapetutyan Hraparak (Piazza della Repubblica).
La contrattazione è accettata e in alcuni casi attesa, ma va fatta con rispetto: i prezzi di partenza non sono sempre gonfiati come in altri mercati turistici. Portare contanti in dram armeni è essenziale, poiché la maggior parte dei venditori non accetta carte. Prevedere almeno due ore per una visita che permetta di guardare con calma senza fretta. Evitare le ore centrali della domenica in estate, quando il caldo e la folla rendono la visita meno piacevole.