Il paese di Brendola, per anni, è stato vittima di scontri campanilistici fra gli abitanti che esasperarono non poco chi cercò di risolverli così, nel 1926, i quattro parroci di Brendola fondarono un comitato per la costruzione di un’unica chiesa che accentrasse, spiritualmente e geograficamente, la popolazione in un unico luogo. Una volta individuato il terreno, il Vescovo diede il suo benestare (1928) e la prima pietra fu posata nel 1931. Sotto il progetto dell'architetto Fausto Franco si posò la prima pietra il 3 ottobre 1931 e da subito il progetto si servì dell'unione delle forze di molti brendolani di ogni frazione, rigorosamente volontari, usando le pietre del Monte Comunale e la sabbia del Guà, procedendo con una tale fretta da chiedere al vescovo il permesso di poter lavorare di domenica. Nell'estate del 1933 erano già visibili le colonne erette; quando l'arciprete si ammalò due anni dopo, i lavori non cessarono e i capi di famiglia continuarono a portare materiale e a costruire. Sulla cima della facciata viene posta un'imponente statua di San Michele Arcangelo alta 4 m, scolpita da Giuseppe Zanetti.In piena Seconda Guerra Mondiale però, il cantiere si bloccò senza più ripartire, per cause ancora non completamente chiare. L'edificio, alto 28,5 m e ampio 1124 m², resta incompiuto a un passo dal completamento, ben visibile sul colle del Cerro.