Piazza Grande è anche il luogo dove, a giugno e a settembre, va in scena un evento che diletterà grandemente i piccoli visitatori: la Giostra del Saracino. Si tratta di una suggestiva rievocazione delle esercitazioni che un tempo venivano svolte per prepararsi a fronteggiare i mori: i quattro quartieri di Arezzo si sfidano in abiti d’epoca nell’infrangere lo scudo del buratto, prestando però attenzione a non farsi colpire dal fantoccio rappresentante il Saracino. La Giostra così come la vediamo oggi nasce il 7 agosto del 1931 con un’edizione sui generis. La ripresa del Saracino è soprattutto figlia di quella ricostruzione del glorioso passato italiano propria del fascismo. Incentivare la ripresa delle tradizioni era considerato un veicolo di consenso. Tra la fine degli anni Venti e l’inizio degli anni Trenta riprendono vita diverse manifestazioni popolari tra cui il Palio di Asti, il Calcio in costume di Firenze e il Gioco del ponte di Pisa. A livello locale, dalla metà degli anni Venti, nascono le associazioni rionali che hanno una funzione ricreativa. L’aneddotica tradizionale vuole che sia stato il corrispondente aretino del giornale «La Nazione» Alfredo Bennati a dare il là alla rinascita della . Alla ricerca della ricetta di un dolce nella biblioteca civica s’imbatte per caso nell’opuscolo che descrive la Giostra del 1677. Qui trova il racconto di una Giostra disputata in onore del Barone Siri in occasione della festa di San Niccolò e una serie di norme che rappresentano il nocciolo dell’attuale regolamento tecnico. Di lì a poco tempo la leggenda racconta che lo stesso Bennati, trovandosi a Pescaiola notò un gruppo di ragazzini che impugnavano manici di scopa come lance e correvano imitando il galoppo del cavallo a colpire una figura disegnata con il carbone su un muro: «Che fate?» chiese. «Si gioca al buratto» gli risposero. Si rese così conto che quel torneo cavalleresco di cui aveva letto in biblioteca non era un semplice ricordo del passato, ma era una tradizione ancora viva nella cultura popolare.
E' anche d’obbligo una visita al museo dedicato alla Giostra del Saracino del quartiere di Porta Santo Spirito e sito in uno dei bastioni cinquecenteschi che un tempo delimitavano il quartiere stesso: all’interno è possibile ammirare costumi medioevali, vessilli e lance decorate.