La chiesa di San Donato di Genova è un campanile ottogonale realizzato in pietra di taglio nel XII secolo. Questa torre sostituì il precedente tiburio a torre e presenta tre ordini di colonne sovrapposte, bifore, trifore e quadrifore, queste ultime aggiunte nel XIX secolo dal D’Andrade.
Nel 1650, la torre fu teatro di un episodio singolare: il nobile Stefano Raggio, che abitava nelle vicinanze della chiesa, salì sulla torre insieme a un gruppo di uomini fedeli a lui e si mise a sparare con gli archibugi agli sbirri che erano stati inviati per arrestarlo per alto tradimento. Riuscì ad ucciderne tre o quattro prima di essere catturato e condannato a morte per impiccagione.
Il Raggio era stato accusato di preparare un colpo di stato e addirittura di voler assassinare il Doge Giacomo De Franchi, a causa di alcune calunnie da lui diffuse sulla figura del Doge. Nonostante il fatto che in passato avesse ricoperto importanti cariche pubbliche in modo esemplare e che le prove della sua colpevolezza fossero estremamente deboli, fu comunque condannato a morte.
In prigione, Stefano Raggio si fece portare da sua moglie un crocifisso che celava un pugnale e si ferì mortalmente, ma ciò non bastò per evitargli la forca. I birri lo portarono al molo vecchio, dove venivano eseguite le condanne alla pena capitale, e lì lo impiccarono per "lesa maestà".
A Genova, circola una leggenda secondo la quale il fantasma di Stefano Raggio si aggira ancora nelle vicinanze della sua casa e, talvolta, appare nella chiesa di San Donato vestito di rosso e appoggiato ad una colonna, soprattutto durante l'autunno.